Archivio per Giugno 2007

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Chris Benoit

Giugno 26, 2007

La notizia del giorno è quella della morte del wrestler Chris Benoit e della sua famiglia.
Il primo pensiero che ti viene è “no, cazzo. Non lui“. Pensi che non siamo nemmeno a metà 2007, e sono già molti i personaggi importanti che se ne sono andati. Bam Bam Bigelow, Mike Awesome, la settimana scorsa Sherri Martel, e ora Benoit. Pensi che dei tre amigos ora è rimasto solo Malenko. Pensi ad un avvenimento tragico, un incidente mortale, un qualcosa di improvviso.
Poi leggi che, stando alle indagini preliminari, sembrerebbe che sia stato proprio lui ad uccidere la moglie e il figlio di sette anni, prima di togliersi la vita. E rimani senza fiato.
Io continuo a sperare con tutto il cuore che non siano questi i fatti, ma è difficile. Troppo. Ho provato a immaginare cosa potrebbe essere successo, a trovare una spiegazione plausibile. E purtroppo, l’unica spiegazione sensata è che abbia davvero fatto tutto lui. Il fatto che sia successo tutto in casa sua nell’arco di tre giorni (la moglie sarebbe morta il sabato, il piccolo domenica e lui lunedì mattina) lascia poco spazio ad altre interpretazioni.

Però lo stupore rimane. Perchè, per quanto lo vedessi soltanto in televisione, ormai per me Benoit (e come lui tanti altri) era uno di famiglia. Settimana dopo settimana, puntata dopo puntata si era creato quel rapporto fisso, quella cosa che ti dà la sensazione di conoscerlo. Amicizia mediatica, la chiamano. Poi succede una cosa così, e rimani totalmente sconvolto, senza parole. Ed è proprio allora che ti accorgi che quello che pensavi di conoscere, in realtà per te è un perfetto sconosciuto. Pensi “impossibile, lui non lo avrebbe mai fatto, non era il tipo“. E invece si che può averlo fatto, perchè non conosci Chris Benoit. Conosci il “Rabid Wolverine“, conosci il “Crippler“, conosci “il tagliagole canadese“. Conosci il personaggio che interpreta Chris Benoit. LUI no, lui non l’avrebbe mai fatto. Invece la persona dietro al personaggio, forse, lo ha fatto davvero.

Il Benoit wrestler lo ricorderò come uno dei talenti più puri che abbia mai calcato un ring. Una leggenda, se volete. Ma non posso giustificare il Benoit uomo.

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Finally

Giugno 25, 2007

I trecento euro meglio spesi della mia vita.
Addio al clima sub-sahariano che si era formato nel cubo di tre metri per tre che chiamo “la mia stanza”.
Addio alle notti insonni passate a rigirarsi nel letto, cercando invano una zona più fresca.
Addio al vecchio ventilatore dimmerda, capace solo di spostare aria calda.
Addio alla finestra aperta nella speranza che entrasse un filo di vento, e invece entravano solo zanzare e bacherozzi grandi quanto il mio naso.
Addio anche all’odiosa patina di sudore perenne che mi si formava addosso dopo neanche trenta secondi.

Col mio piccolo, ora posso avere tutto il fresco che voglio. Voglio tanto di quel fresco da dover dormire con sciarpa e guanti.

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The Closer – 3×01 – Homewrecker

Giugno 22, 2007

Al via negli US la terza stagione di The Closer. Lo show di TNT parte decisamente col botto (ha ha).

Brenda e la sua squadra vengono mandati nella casa dei Wallace, dove l’intera famiglia (padre, madre, figlia) è stata massacrata.
(SEGUONO SPOILER)
Read the rest of this entry ?

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Un libro, un film, una canzone

Giugno 20, 2007

More than just hardcore – Terry Funk

Per ogni appassionato di wrestling (parlo di appassionati, non dei ragazzini che vedono giusto Smackdown su italia uno) il nome  Terry Funk è sinonimo di fiumi di sangue, tavoli esplosivi, filo spinato e death match in giappone. Poi ci si trova per le mani questo libro, e si rimane completamente spiazzati. Calmo, ragionato, pacato, in alcuni punti persino saggio.
A sessantatre anni suonati, Terry Funk è uno che nel wrestling ha visto di tutto. Dall’NWA alla nascita della WWWF (l’attuale WWE), passando per la All Japan Pro Wrestling di Baba, la ECW e la WCW, sino all’attuale situazione. Tra storie on the road e considerazioni sui mille colleghi incontrati in carriera, la narrazione attraversa tutta l’america dei territori, arrivando persino in giappone e in sudafrica. E per ogni federazione per la quale ha lavorato, il Funker non risparmia critiche, commenti, opinioni e aneddoti.
Più che una biografia, questo libro è uno sguardo esperto e ragionato su quasi mezzo secolo di business e sui suoi alti e bassi. Storie vissute in prima persona da uno dei lottatori di maggior importanza del secolo, e che ancora oggi non sembra pronto ad appendere definitivamente gli stivali al chiodo.
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Little Miss Sunshine

Divertente, delicato, a tratti incantevole. Mi verrebbe da definirlo come “una commedia on the road”, ma sarebbe riduttivo per un film con una tale profondità narrativa e caratterizzazione dei personaggi. E’ un film ironico, ma è quel tipo di ironia che prima ti fa ridere, ma poi ti porta a pensare che forse forse la scena non è poi così divertente (esempi lampanti, il “furto” del nonno o il grottesco ballo finale). I personaggi sono tutti ben caratterizzati. Tra il nonno eroinomane, il padre fallito dentro, l’adolescente arrabbiato col mondo e muto per scelta e lo zio aspirante suicida (uno stralunatissimo Steve Carell), forse la mamma è l’unico personaggio “equilibrato” del gruppo. La piccola Abigail Breslin promette benissimo, è straordinaria nella sua goffa semplicità.
Consigliato un pò a tutti, è uno di quei film che ti lascia con un sorriso soddisfatto stampato sulla faccia.

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 Disappearing Act – Chris Cornell
(volevo mettere quel fighissimo script che permette di sentire la canzone direttamente nel blog ma, che dio mi fulmini, ovviamente non riesco a farlo andare. Perciò accontentatevi del link.)

come on now the curtain is drawn
and tomorrow stands before you
dressed and draped in a cold black cape
like a crow he ignores you
look again there’s a beautiful girl
covers sin in a holy land shroud
it’s the great disappearing act
done again for the marveled crowd

as we’re chasing our tails
and biting our nails
so strong and frail

and we build and tear down
build and tear down
build and tear down
we’ve run out of time to say
how did it get so late
i’ll never know

step outside now the doors are open wide
and the minions are eager to find him
put a million miles under your heels
and you’re still behind him
cover your clocks with your chains and your locks
while the seasons get hotter and colder
stretch your faces and lie about your ages
and still you’re going to get older

as we’re chasing our tails
and biting our nails
so strong and frail

and we build and tear down
build and tear down
build and tear down
we’ve run out of time to say
how did it get so late
i’ll never know, i’ll never know

hang on till your fingers break
and your hands unwind
he will escape you every time
from under your pillows
through open windows and out on the rails

and we build and tear down
build and tear down
build and tear down
we’ve run out of time to say
how did it get so late
i’ll never know, i’ll never know, i’ll never know.

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Checklist

Giugno 18, 2007

Don’t drink: check. Non sono mai stato un grande bevitore, reggo malissimo l’alcool. Per un periodo di tempo ho dovuto evitare del tutto, ora potrei anche riprendere a bere… solo che non ne sento più il bisogno. Mi basta una Pepsi.
Don’t smoke: check. Sempre ai tempi del liceo decisi di provare a fumare e comprai un pacchetto di Benson&Hedges. Durai esattamente quattro sigarette, poi barattai il pacchetto con due Lion, un Twix e un pacchetto usato di gomme da masticare.
Don’t do drugs: check anche questo. Mai assunto droghe, se si esclude l’occasionale cannetta ai tempi del liceo.
Don’t do promiscuous sex: vabbè, quello neanche a parlarne -_- … check.

I requisiti ci sono. Ora posso anche disegnarmi due grosse X sulle mani e dire di essere uno Straight Edge. Certo, rimango sempre lo stesso sfigato che non beve e non scopa, ma almeno così posso dire che si tratta di un’astinenza scelta e non forzata u.u

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They’re back! And this time… they’re BACK TO BACK!!!

Giugno 12, 2007

Oggi ho rivisto Grindhouse. Se possibile, alla seconda visione mi è piaciuto ancora di più. Planet Terror è DEFINITIVO, senza dubbio più bello di Death Proof, non ci sono cazzi (però ci sono testicoli… ma questa la capirà solo chi ha visto il film XD).
Prendete tutto il meglio dei film d’azione, togliete ogni minimo punto morto del film, aggiungete citazioni e trovate assolutamente geniali (missing reel *__* ), ed ecco che avete una perfetta descrizione di Planet Terror.
Death Proof è, sostanzialmente, una gran cavolata. Però è una cavolata incredibilmente divertente, per il gusto citazionistico e lo stile. Soliti dialoghi “tarantiniani”, un Kurt Russell immenso, una scena di inseguimento pazzesca e una vagonata di tope che solo la Dawson basterebbe.
I trailer sono geniali, tutti. Si può tranquillamente affermare che il miglior lavoro di Eli Roth (Cabin Fever, Hostel) finora è il trailer di Thanksgiving. Don’t è bellissimo, e di Werewolf Women of the SS e Machete ESIGO che vengano fatti i rispettivi film interi (e a quanto pare, almeno per Machete, forse non è un’utopia…)

Insomma, ho davvero apprezzato Grindhouse. Il dvd (probabilmente quello americano, perchè mi sa che qui in italia finirà come con Kill Bill) sarà sicuramente mio.
Rimane la rabbia per l’ignobile smembramento, al quale ormai Tarantino pare essere abbonato. Di questo passo, va a finire che in italia ci troviamo Inglorious nel 2008 e Bastards nel 2009. Sono quelle cose che ti fanno odiare la razza umana.

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Firefly

Giugno 4, 2007


Che cosa mi ero perso.
Dio mio, che cosa mi ero perso.
Sto cercando di centellinare gli episodi, di vederne soltanto uno al giorno per gustarmeli meglio (e anche perchè Serenity, il film, fatica ad arrivare)… ma è difficile. Tanto.

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Sul treno

Giugno 1, 2007

E’ bastato uno sguardo da lontano. Uno solo. Al secondo sguardo sono già cotto.
E’ seduta con un’amica, e aspetta come me che il treno parta. E’ bellissima.
Una massa di capelli neri e riccissimi, di quelli che ti viene da mettere la mano dentro per vedere quanto sono morbidi. Due occhioni neri e luminosi, quasi sbrilluccicosi come quelli di un cerbiatto. Ha appena un filo di trucco, giusto un pò di matita intorno a quegli occhioni neri e un’ombra di lucidalabbra. Non le serve altro, è già fin troppo bella così.
Alta il giusto, non troppo ma nemmeno troppo poco. Niente tacchi, solo due semplici scarpe sportive. Non è magrissima, ed è un’altro punto a favore, perchè a me non piace sentire le ossa quando abbraccio. E poi, perchè sono pur sempre un uomo e certe cose le noto, ha un gran bel paio di tette.
E’ anche vestita bene, con una magliettina semplice che mette comunque in risalto la sua femminilità (leggi: le tette). Non è un capo firmato, tipo Dolce & Gabbana, e meglio ancora non è un capo tarocco, tipo Docce & Gabbiani. Il lettore mp3 poi le fa guadagnare altri punti.
La guardo da lontano, e l’immaginazione si mette in moto. Io che la approccio con classe, io che la faccio ridere, io che la porto al cinema, io che la bacio, sesso, sesso, altro sesso, io che la porto fuori, sesso, io che conosco i suoi genitori, sesso nel bagno dei genitori, io che la sposo, sesso infuocato… insomma, avete capito.
Mi faccio coraggio e mi alzo. Non ho la minima idea di come attaccare bottone, ma mi incammino comunque. Cazzo, qualcosa mi verrà in mente.
Arrivo vicino a lei. Le tocco gentilmente una spalla, e con un tono di voce delicato le chiedo “Ciao, sai se questo treno ferma ad Aversa”?
Lei mi guarda con quei grossi occhioni e risponde “nnò ssacc, aggia scennr a Fratta“, poi si rivolge all’amica “‘Ntunè, sai si ò tren pass a averz?” (Traduzione: temo di non avere una risposta per te, il mio viaggio finisce a Frattamaggiore. Antonella, cara, per caso sai se l’itinerario di questo treno prevede una fermata ad Aversa?)
Brrr. Ora capisco perchè nelle mie fantasie parlavo solo io.