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Sul treno

Giugno 1, 2007

E’ bastato uno sguardo da lontano. Uno solo. Al secondo sguardo sono già cotto.
E’ seduta con un’amica, e aspetta come me che il treno parta. E’ bellissima.
Una massa di capelli neri e riccissimi, di quelli che ti viene da mettere la mano dentro per vedere quanto sono morbidi. Due occhioni neri e luminosi, quasi sbrilluccicosi come quelli di un cerbiatto. Ha appena un filo di trucco, giusto un pò di matita intorno a quegli occhioni neri e un’ombra di lucidalabbra. Non le serve altro, è già fin troppo bella così.
Alta il giusto, non troppo ma nemmeno troppo poco. Niente tacchi, solo due semplici scarpe sportive. Non è magrissima, ed è un’altro punto a favore, perchè a me non piace sentire le ossa quando abbraccio. E poi, perchè sono pur sempre un uomo e certe cose le noto, ha un gran bel paio di tette.
E’ anche vestita bene, con una magliettina semplice che mette comunque in risalto la sua femminilità (leggi: le tette). Non è un capo firmato, tipo Dolce & Gabbana, e meglio ancora non è un capo tarocco, tipo Docce & Gabbiani. Il lettore mp3 poi le fa guadagnare altri punti.
La guardo da lontano, e l’immaginazione si mette in moto. Io che la approccio con classe, io che la faccio ridere, io che la porto al cinema, io che la bacio, sesso, sesso, altro sesso, io che la porto fuori, sesso, io che conosco i suoi genitori, sesso nel bagno dei genitori, io che la sposo, sesso infuocato… insomma, avete capito.
Mi faccio coraggio e mi alzo. Non ho la minima idea di come attaccare bottone, ma mi incammino comunque. Cazzo, qualcosa mi verrà in mente.
Arrivo vicino a lei. Le tocco gentilmente una spalla, e con un tono di voce delicato le chiedo “Ciao, sai se questo treno ferma ad Aversa”?
Lei mi guarda con quei grossi occhioni e risponde “nnò ssacc, aggia scennr a Fratta“, poi si rivolge all’amica “‘Ntunè, sai si ò tren pass a averz?” (Traduzione: temo di non avere una risposta per te, il mio viaggio finisce a Frattamaggiore. Antonella, cara, per caso sai se l’itinerario di questo treno prevede una fermata ad Aversa?)
Brrr. Ora capisco perchè nelle mie fantasie parlavo solo io.

8 commenti

  1. ….e poi…
    aspetto di leggere la parte seconda!!! :)

    gothic il latin lover.. :) faccio il tifo per te :D


  2. e poi niente, sono scappato, era una vrenzola!* :D
    Piuttosto mi faccio prete :P

    *vrenzola: ragazza volgare e dai modi sguaiati. Da evitare come la peste.


  3. :)
    grazie per la traduzione ;)


  4. In effetti si arriva al punto del racconto in cui tu le sfiori la spalla con un’aspettativa enorme… che cade nel giro di 2-3 parole…

    I sogni non costano niente, l’immaginazione è giusto che corra… tu intanto continua a sfiorare spalle, prima o poi toccherai quella giusta ;)


  5. Grazie dell’incoraggiamento :)
    Comunque mi è servito di lezione, per la prossima inizierò a farmi mille fantasie solo dopo averla sentita parlare *serio*


  6. AAAAAAAAAAAAAAARGH!
    Terribile!!! :D


  7. beh, spesso le fantasie devono semplicemente rimanere tali…


  8. Decisamente. Soprattutto in questo caso ^^’



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