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Sveglia

Luglio 3, 2007

Sono le sette e zerouno del mattino. Dormi. Finalmente. Sei lì, rilassato, girato su un fianco. Hai passato una nottata di merda perchè hai il naso otturato per colpa dell’allergia e dell’aria condizionata, il vicino di fronte che alle sei e mezza di mattina mette in moto il camion per far riscaldare il motore, hai male al petto perchè ieri sera ti sei beccato una gomitata in pieno sterno giocando a calcetto, hai una stramaledettissima zanzara che ha banchettato tutta notte col tuo sangue, e ti sei dovuto alzare due volte per andare al bagno.
Insomma, hai passato quella che è, per definizione, una tipica nottata di merda.
Ma ora, finalmente, dormi.

Alle 7.02, però, lei apre la porta della tua camera. Lei. Tua madre. Che ha questo bruttissimo vizio di protrarre all’infinito un dialogo nei momenti meno opportuni.

“Io vado.”
“Ummpf.”
“Ricordati che devi andare dal dottore.”
“Ok. Fammi dormire.”
“Sisi, ma te lo ricordi?”
“E scrivilo, così me lo ricordo.”
“Ma poi la leggi la nota?”
“Se la metti sotto al mouse la leggo.”
“Io allora vado, mi raccomando.”
“Ok.”
“Non fare tardi.”
“Noo.”
“E mangia qualcosa a pranzo.”
“Ok.”
“Ti devo preparare qualcosa?”
“Ho 21 anni, sarò in grado di farmi qualcosa da mangiare. Se proprio non trovo niente ci sono le crocchette del cane.”
“Vabbè, vado.”
“E ciao.”
“L’appuntamento è alle nove e trenta, mica farai tardi?”
“Noo.”
“Te lo ricordi dove sta?”
“Ci sono stato duecento volte, se non si è spostato in nottata me lo ricordo dove sta.”
“Vero. Mi raccomando, allora. Non fare tardi.”
“Ti ho detto di no.”
“I soldi per la benzina ce li hai?”
“Si.”
“Hai bisogno di qualcosa?”
“No.”
“Ti ho lasciato la macchinetta del caffè carica sul fuoco, devi solo accendere il fornello.”
“Grazie.”
“Ma i capelli non te li vuoi proprio tagliare?”
“No, te l’ho detto, vanno bene così.”
“E la barba?”
“Pure quella.”
“Si deve comprare il pane.”
“Va bene, compro anche il pane.”
“Non è che te lo dimentichi?”
“E CRISTO, SCRIVI ANCHE QUELLO SULLA NOTA! Mà, sono le sette, ho dormito si e no venti minuti e ho la pressione ai minimi storici, non c’ho la forza per sopportarti di prima mattina.”

Dio santo, che nottata di merda.

6 commenti

  1. Oddio scusa ma questo post mi ha fatta sbellicare dalle risate X°D
    Mi spiace però per la nottata di merda e per il risveglio altrettanto orrido *pat pat* e bravo resisti al taglio dei capelli *serio*


  2. oltre la nottata, anche la mattina promette bene…Eh si, lo ammetto, noi mamme siamo davvero una palla unica!


  3. Qualche ricordo nebuloso di risvegli simili ce l’ho anch’io… e non posso dimenticare la sensazione “ma cacchio quant’ho dormito????”

    La mia fortuna? L’addormentamento veloce… potrei stabilire una nuova categoria del Guinness dei Primati! :P


  4. Logicamente volevo scrivere “stabilire un nuovo record per…” ma vabè… la mia dislessia non è così evidente… VERO?? O.O


  5. @ Laura89 – Che fai, ridi delle mie sventure? XD

    @ Sonia – E’ vero, però noi figli vi vogliamo bene anche per questo. Io la mia mamma non la cambierei per niente al mondo.

    @ Laura – Beata te, io una volta sveglio non mi riaddormento più.


  6. Scusa non volevo ridere ma è stato più forte di me *ghgh*
    No dai lo sai che ti adoro *serio*



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