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One Man Revolution

Agosto 5, 2007


Il Morello che non ti aspetti. Niente riff cazzuti e coinvolgenti per il suo progetto solista, solo una chitarra acustica, l’accompagnamento sporadico di un’armonica e un vocione caldo e profondo che, con le dovute proporzioni, in alcune parti ricorda quasi Johnny Cash.
Non avrà il carisma di uno Springsteen o la grazia di un “vero” cantante folk, ma a quanto pare il ragazzo ci sa fare.

Canzoni consigliate One man revolution, The road I must travel, Let freedom ring.

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58% Zombie Proof

Luglio 30, 2007

Non è che non so cosa scrivere, eh. Cose interessanti di cui discutere ne avrei. Anzi, dico già da adesso che un giorno parlerò di tutti i pilot che ho visto (come The Sarah Connor Chronicles e Pushing Daisies), e dell’ultimo album dei riformati Smashing Pumpkins, che un bel post a parte lo merita.
Si, un giorno. Non oggi, però. Fa troppo caldo per pensare.

E poi, secondo questo test, in caso di un’invasione zombesca avrei soltanto il 58% di probabilità di sopravvivenza. Io, che sono cresciuto a pane e Romero.

Ora perdonatemi, vado a fare scorta di cibo in scatola e munizioni. E già che ci sono, prendo anche qualche asse di legno e una sparachiodi industriale. Non si sa mai.

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Cosa ho comprato oggi #3

Luglio 23, 2007

E’ vero, i regali migliori sono quelli che ci facciamo da soli.

Pearl Jam. Live at The Gorge 05/06. Tre concerti, sette cd, quasi otto ore di musica della miglior live band di sempre (si, l’ho detto, non me ne frega niente).
Alla faccia delle sei paia di calzini regalati dalla zia (giuro).

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blog stats

Luglio 19, 2007

Chiunque abbia un blog sa che, tra le varie opzioni, c’è la possibilità di vedere come i visitatori siano arrivati a leggere proprio voi, cioè se hanno cliccato su un link o se hanno digitato qualcosa su un motore di ricerca, che poi li ha indirizzati a voi. E chiunque abbia un blog sa che, nel secondo caso, spesso arriva sul blog gente che cerca le cose più disparate.
Così, capita che tra le statistiche delle chiavi di ricerca possiate trovare risultati come questi:

  • “come fare un telefilm” (questo vorrei aiutarlo, magari viene fuori un novello Joss Whedon)
  • “idolo” (beh, grazie ^_^)
  • “igiene come fare la doccia” (è un problema infatti, io non so se farla in piedi o sdraiarmi come nella vasca)
  • “senza un cazzo da fare” (prova a bruciarti i peli del petto con un accendino, è divertente)
  • “tagliati i capelli” (non ti ci mettere anche tu è_é)
  • “sesso tette” (toh, un arrapato)
  • “macchie di sangue sulla scena del crimine” (oddio, che hai fatto? O_O)
  • “ho visto genitori sesso” (poveraccio, chissà il trauma)
  • “per fare il tunnel a pes6″ (e che ci vuole, è semplice. Culo.)
  • “stronzo” (a te e tu’ sorella è_é)
  • “cascina vianello mp3″ (…)
  • “sesso sul treno” (toh, un altro arrapato)
  • “youtube testicoli” (oh, che novità, un pervertito)

insomma, avete capito.

Quello che mi ha lasciato davvero di sasso, però, è il tizio che qualche giorno fa è arrivato su questo blog digitando “vigile vecchio fa sesso con patente”. Vi giuro, io non ci dormo più la notte, voglio capire il senso. E’ un vigile che ha un rapporto sessuale con un anziano ad un posto di blocco? E’ una patente “speciale” che danno solo a vigili avanti con l’età? E’ un vigile adibito al controllo del traffico impegnato in un atto masturbatorio? Non lo so, ma voglio saperlo. Se potessi scegliere la soluzione di un solo mistero tra questo e quello dei numeri di Lost, sceglierei questo senza nemmeno pensarci.

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My biggest mistake.

Luglio 14, 2007

Ho fatto la postepay.
Dite pure addio a tutti i miei risparmi.
Play.com, internetbookshop, preparatevi. Sto arrivando.

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Una vita da mediano

Luglio 12, 2007

Ieri mi ha chiamato un amico che non sentivo da un sacco di tempo, per chiedermi se ero disponibile per una partita di calcetto in serata. Lui sente che sono titubante, e mi dice che sarà una cosa tra amici, molto rilassata. C’è gente che non tocca un pallone da anni, dice. E a quel punto accetto, “tanto sono allenato”.

Perchè dovete sapere che io, a calcetto, ci gioco già due volte a settimana. Lunedì e venerdì, appuntamento fisso, padri contro figli. Certo, abbiamo i nostri ritmi e giochiamo evitando il più possibile contrasti (anche perchè se rompo una gamba a papà, poi mamma chi la sente?), ma è pur sempre una partita. Poichè poi il campo è di un conoscente, capita spesso che giochiamo molto più della classica ora.
Quindi mi reco al campo tranquillo, fiducioso dei miei mezzi. Oh, c’è gente che non gioca da anni, io rispetto a loro sto in formissima. Questi stasera me li magno!

Arrivo al campo, e mi presentano gli altri. C’è quello col completo ufficiale del Barcellona, quello con la maglia di Kakà e le scarpe adidas ultimo modello, quell’altro con i capelli legati come Beckham. Sono tutti in tiro. Io indosso una vecchia maglietta di cotone con qualche buchetto dovuto all’usura, nera perchè smagrisce, e un paio di pantaloncini bianchi. Le mie scarpe hanno le stringhe di colore diverso, perchè quella sinistra si è spezzata tempo fa. I capelli li ho bagnati sotto la fontana, e li ho buttati indietro alla meglio. Ma tanto non è la maglia che fa il giocatore. E poi, allenato come sono, dove non arriva la tecnica arrivano le gambe.
Si formano le squadre, e uno mi passa una pettorina blu (che fa pendant col pantaloncino bianco. Noi giocatori a queste cose ci teniamo u.u ). La pettorina è di un simpatico materiale sintetico completamente antitraspirante, solo tenerla in mano mi provoca sudorazione lungo tutto l’avambraccio.
Prima della partita ci sono cinque minuti di riscaldamento. Io lancio occhiate di striscio al pallone, lo calcio con delicatezza, mentre gli altri si dilettano nello sfondamento della barriera del suono. “Passaggi tesi”, li chiamano.
Inizia la partita, e nel giro di pochi secondi stiamo già perdendo, ma solo perchè uno che dice di giocare a pallone giusto sulla playstation ha fatto gol scartando tutta la squadra avversaria e tirando un missile terra-aria che si è infilato dritto dritto sotto l’incrocio.
Nel giro di un’altro minuto succedono due cose che mi fanno rendere conto che non sarà una partita come quelle a cui sono abituato. Prima un tappetto di un metro e cinquanta mi umilia in velocità e mi fa ricordare che non sto più marcando il signor Umberto, 55 anni e l’andatura di un bradipo. Poi un contrasto con un deficiente che non tira indietro la gamba nonostante lo avessi saltato, che mi fa vedere le stelle. Ma va bene tutto, tanto sono allenato.
Io gioco di fino, effettuo lanci calibrati al millimetro, corro in avanti e rientro in difesa all’occorrenza. Faccio il lavoro sporco, lascio ad altri i giochetti col pallone e i numeri da circo. Sono uomo di quantità, capitemi. Una vita da mediano, direbbe Ligabue.
Al quarto d’ora di gioco circa, il sudore mi ottenebra la mente e inizio a vedere la testa di Papa Ratzinger al posto del pallone. Colpa della pettorina, non può essere diversamente. Gioco due volte a settimana io, non posso essere già stanco.
Dopo qualche minuto, vengo lanciato in profondità da quello che mi pare essere Garibaldi a cavallo. Il fatto che il pallone mi appaia come Ratzinger mi dà una spinta in più. Arrivo sulla palla, sputo in un occhio al difensore e lo infilo tra le gambe del portiere (il pallone, brutti malpensanti).
Segue una mezz’oretta di calcio velocissimo e ad alta classe, della quale non ho molti ricordi perchè ero in apnea totale. Poi vado in trance, e vedo in rapida sequenza Homer Simpson, Kurt Cobain e Chucky che mi spronano a dare di più. Mi sgancio e vado in profondità per l’ennesima volta (la seconda), mi libero di un difensore tirandogli una caccola presa dal naso e tiro di precisione verso l’angolino. Doppietta personale, è uno dei segni che l’apocalisse è alle porte.
Finisce la partita, io vomito anche l’anima a bordocampo. Segue doccia condita da quei simpatici scherzi da spogliatoio come la frustata con l’asciugamano bagnato, la misurazione del pistolino e il canto di cori affettuosi rivolto agli sconfitti (riassumibile in un’unica parola, “puppatecelo!“).

Stamattina non ho nessuna sensibilità al di sotto del bacino, un grosso livido sulla gamba destra e appena mi muovo mi partono delle fitte lancinanti ai polpacci e agli adduttori.
Sarà stata mica la pettorina?

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And so it is

Luglio 9, 2007

E, col mio consueto ritardo, scopro Damien Rice.

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Libertad

Luglio 7, 2007

Velvet Revolver – Libertad

Secondo album del supergruppo formato dagli ex Guns’n'Roses con Scott Weiland (ex Stone Temple Pilots) al microfono. Molto più morbido rispetto all’album d’esordio (quel piccolo gioiellino hard rock che è stato Contraband), Libertad ha delle sonorità molto più vicine alle stravaganze rock-pop di Weiland e degli Stone Temple Pilots, e la cosa che si nota soprattutto dalla mancanza dei classici assoli maestosi di Slash, che qui un pò meno protagonista rispetto al passato. Di buono c’è che finalmente Scott Weiland ha smesso di fare il verso all’Axl peggiore ed è tornato a cantare a modo suo, che (per quanto a molti non possa piacere) almeno è un modo piuttosto personale ed originale.
Non è un capolavoro, ma si lascia ascoltare che è un piacere. Direi che i Velvet Revolver hanno superato tranquillamente lo scoglio del secondo album.
Canzoni migliori Let It Roll, The Last Fight, Just Sixteen, Gravedancer.

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Expanding My Horizons – Summer Edition

Luglio 5, 2007

Con l’arrivo dell’estate e la conseguente chiusura di tutti i telefilm che seguo per la pausa estiva, ho molto più tempo a disposizione. Ne sto approfittando per recuperare cose che in passato (un pò perchè non mi attiravano, un pò perchè non c’era l’adsl) ho trascurato, e in più qualche telefilm estivo.

Ho visto la quinta stagione di Angel, che tutto sommato, dopo un avvio titubante, mi è piaciuta abbastanza. Dopotutto è sempre Whedon.

Ho visto Firefly. Capolavoro assoluto, non credo ci siano altre parole.

Ho visto i primi due episodi di Masters Of Horror, stagione uno. Primo episodio molto buono nonostante un finale “a sorpresa” che sorprende poco, comunque un buon misto di horror “classico” e humor nero. Secondo episodio un pò scadente (un pò come capita a tutti i racconti di Lovecraft riadattati per la tv), niente che non si sia già visto da altre parti, con però un ottimo finale, nerissimo e cinico.
(A proposito, casomai passasse da queste parti qualcuno con i sottotitoli inglesi, mi faccia un fischio. Ho quelli italiani, ma ormai non ci sono più abituato, voglio quelli in lingua)

Ho visto i primi due episodi di Meadowlands, telefilm partito da poco su Showtime che parla di una famiglia, inserita nel programma di protezione testimoni, che viene trasferita in una cittadella (Meadowlands, appunto) i cui abitanti sono tutti nel programma di protezione. Storia intrigante, atmosfera inquietante e personaggi complessi e deviati, sembra il figlio di una relazione tra The Prisoner e Twin Peaks. Davvero bello.

Ho visto il pilot di John From Cincinnati, telefilm targato HBO. Non ho minimamente capito cosa sia successo nell’episodio (e non per scarsa comprensione dell’inglese), ma mi è piaciuto. Credo.
Praticamente c’è questo John, apparentemente un ragazzo con qualche ritardo mentale, che ripete sempre le stesse frasi e che tira fuori di tutto dalle tasche. In rete la teoria più diffusa è che John sia in realtà la seconda venuta di Cristo. Per me due sono le ipotesi: o è un bot, o è Eta Beta.

Infine, sono decisamente entrato nel tunnel di 24. Ho preso la prima stagione, e mi sono sparato qualcosa come otto episodi in due giorni. Che Jack Bauer fosse un figo della madonna lo avevo già intuito, ma vederlo in azione mentre nel giro di otto ore uccide due cattivi, partecipa a due scontri a fuoco, si mette contro l’intera divisione antiterrorismo, fa evadere un ricercato di prigione perchè ha delle informazioni importanti e salva la vita ad una collega e al candidato presidente è davvero una cosa spettacolare. Tutto poi senza andare neanche una volta in bagno a fare pipì!

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Sveglia

Luglio 3, 2007

Sono le sette e zerouno del mattino. Dormi. Finalmente. Sei lì, rilassato, girato su un fianco. Hai passato una nottata di merda perchè hai il naso otturato per colpa dell’allergia e dell’aria condizionata, il vicino di fronte che alle sei e mezza di mattina mette in moto il camion per far riscaldare il motore, hai male al petto perchè ieri sera ti sei beccato una gomitata in pieno sterno giocando a calcetto, hai una stramaledettissima zanzara che ha banchettato tutta notte col tuo sangue, e ti sei dovuto alzare due volte per andare al bagno.
Insomma, hai passato quella che è, per definizione, una tipica nottata di merda.
Ma ora, finalmente, dormi.

Alle 7.02, però, lei apre la porta della tua camera. Lei. Tua madre. Che ha questo bruttissimo vizio di protrarre all’infinito un dialogo nei momenti meno opportuni.

“Io vado.”
“Ummpf.”
“Ricordati che devi andare dal dottore.”
“Ok. Fammi dormire.”
“Sisi, ma te lo ricordi?”
“E scrivilo, così me lo ricordo.”
“Ma poi la leggi la nota?”
“Se la metti sotto al mouse la leggo.”
“Io allora vado, mi raccomando.”
“Ok.”
“Non fare tardi.”
“Noo.”
“E mangia qualcosa a pranzo.”
“Ok.”
“Ti devo preparare qualcosa?”
“Ho 21 anni, sarò in grado di farmi qualcosa da mangiare. Se proprio non trovo niente ci sono le crocchette del cane.”
“Vabbè, vado.”
“E ciao.”
“L’appuntamento è alle nove e trenta, mica farai tardi?”
“Noo.”
“Te lo ricordi dove sta?”
“Ci sono stato duecento volte, se non si è spostato in nottata me lo ricordo dove sta.”
“Vero. Mi raccomando, allora. Non fare tardi.”
“Ti ho detto di no.”
“I soldi per la benzina ce li hai?”
“Si.”
“Hai bisogno di qualcosa?”
“No.”
“Ti ho lasciato la macchinetta del caffè carica sul fuoco, devi solo accendere il fornello.”
“Grazie.”
“Ma i capelli non te li vuoi proprio tagliare?”
“No, te l’ho detto, vanno bene così.”
“E la barba?”
“Pure quella.”
“Si deve comprare il pane.”
“Va bene, compro anche il pane.”
“Non è che te lo dimentichi?”
“E CRISTO, SCRIVI ANCHE QUELLO SULLA NOTA! Mà, sono le sette, ho dormito si e no venti minuti e ho la pressione ai minimi storici, non c’ho la forza per sopportarti di prima mattina.”

Dio santo, che nottata di merda.